Un pò di storia

    3Il nome del vitigno Nero d’Avola “nasce” come Calaulisi, italianizzato erroneamente in Calabrese. Cala è la forma dialettale, di Calea, o Caleu sinonimi siciliani di Racina ovvero uva; Aulisi indica “Aula” cioè la città di Avola in dialetto. In definitiva Uva di Avola, ovvero Calea-Aulisi, ed infine Calaulisi


    Il vitigno

    2Il vitigno Nero d’Avola è coltivato, anche se con percentuali diverse, in tutto il territorio della Sicilia. Coltivato a regime asciutto su alberelli e spalliere medie, in particolari condizioni di clima caldo e arido, con temperature elevate durante le fasi di sviluppo della pianta, con scarsità di precipitazioni nel mesi di giugno-agosto, quando maggiore è la richiesta d’acqua, produce un’uva ad alta gradazione zuccherina (20-24%), corrispondenti ai 13-14 gradi alcolici, con bassa acidità totale e carenza di acido malico.


Le caratteristiche

IMG_20150526_121827_home_smallI vini derivati risultano naturalmente caldi (alcolici), spiccatamente profumati, ma poco freschi, assai adatti per i tagli. Con le nuove tecniche di coltivazione e l’introduzione dell’irrigazione fisiologica, le uve risultano con medio grado zuccherino e buon tasso acidimetrico, dando vini di media alcolicità, discreta freschezza, fruttati con profumo di ciliegia marasca e più adatti, quindi, alla richiesta del consumatore. Per la carica polifenolica (colore), inoltre, invecchiano più lentamente, dando prodotti di elevata finezza e grande qualità. E’ inoltre scientificamente dimostrato che l’altissima quantità di polifenoli, flavonoidi e resveratrolo presenti in particolar modo nel Nero d’Avola ha effetti benefici nella protezione delle coronarie, nel ridurre l’incidenza di alcune forme tumorali e nel ritardare l’invecchiamento cerebrale

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